I piatti siciliani dalla storia più antica sono anche quelli che hanno i sapori più intensi e caratteristici. Tra questi compare anche l’agghiotta di stoccafisso, un secondo intenso e dai sapori tipicamente siculi.

Pomodoro, olive e un leggero retrogusto agrodolce fanno di questo piatto un must della sicilianità e gli hanno consentito di diffondersi in tutte l’isola.

Agghiotta di stoccafisso, storia e procedimento

L’agghiotta di stoccafisso è un piatto nato nel messinese. Non ci sono notizie certe sulla sua nascita, ma di sicuro ha almeno un paio di secoli, perché pare che si usasse mangiarlo già alla fine dell’Ottocento.

Il sughetto dell’agghiotta di stoccafisso è fatto da pomodoro, soffritto di cipolla, sedano, capperi e olive. Vi sembra familiare? No, non vi state sbagliando, è esattamente lo stesso che si usa per fare la caponata.

Il fatto che sia lo stesso ci fa dunque pensare che l’agghiotta di stoccafisso sia addirittura fra le “madri” della caponata. Perché? Perché come vi abbiamo già raccontato la caponata originale non era fatta con le melanzane ma con la lampuga, un pesce d’elite che dialettalmente viene chiamato capone (da qui caponata).

Ora, considerando che anche il pesce spada non era un ingrediente povero, l’idea è che l’agghiotta di stoccafisso fosse una variante della caponata originaria e che magari venisse usata nei banchetti come variante “vezzosa” e più particolare.

Ciò che è certo è che è una variante che si è diffusa e che è stata apprezzata, al punto da arrivare ai giorni nostri. Ed essere ancora un piatto chiave della nostra cucina regionale.

Perché “agghiotta”

Il nome agghiotta è particolare, ma mentre lo leggete non vi viene in mente niente? Esatto, la parola cui si associa è proprio ghiotta, un termine che si usa per definire qualcosa di particolarmente goloso.

Proprio per questo questa ricetta viene chiamata anche pescespada alla ghiotta o stoccafisso alla ghiotta: l’idea era quella di dare indicazioni sulla bontà di questo pesce già soltanto sentendo il nome.

Chi lo abbia definito così, francamente, non si sa: di fatto ci azzeccò, considerando che tutt’oggi l’agghiotta di stoccafisso è un piatto che fa veramente esplodere il palato.