C’è un piatto nato proprio nel centro di Palermo, dietro uno dei cuori pulsanti della sua storia e dell’attuale movida, la Vucciria. Si tratta del cacio all’argintiera [caciocavallo all’argentiera], che se prima era un piatto tipico del capoluogo, adesso si può trovare in tutta la Sicilia.

Ma andiamo per ordine: la cornice della nascita di questo piatto è via degli Argentieri a Palermo. Per chi non lo sapesse, anticamente le strade della città prendevano i nomi dei mestieri che si praticavano lungo le vie e quello degli Argentieri era appunto il tratto dedicato alle putìe [botteghe] di chi lavorava l’argento.

Chi faceva questo mestiere era generalmente ricco, dato che in linea di massima dava vita a preziosi monili e ancor più preziose stoviglie per i nobili del tempo. Si narra però che a un certo punto uno di questi argentieri cominciò a navigare in cattive acque, talmente cattive da aver paura a fare la spesa in pubblica per timore del giudizio altrui.

Cosa c’entra questo con il nostro piatto? È presto detto. Proprio questo argentiere cucinava sempre piatti a base di carne, piatti costosi che fungevano da status symbol e che sottolineavano quanto fosse benestante. In particolare cuoceva spesso il coniglio, che necessitava anche di una lunga cottura sul fuoco, cosa che significava che il nostro argentiere poteva spendere tanti soldi anche in legna.

Tutto il vicinato sapeva quando stava cucinando, per via dell’odore che si propagava. Però, trovandosi in condizioni disastrose, non avrebbe più potuto farlo. E lui non aveva nessuna intenzione di ammettere che la sua situazione economica stava naufragando.

E proprio per questo nacque il nostro piatto: la moglie del nostro argentiere decise di provare, con ingredienti più economici, a sperimentare dei piatti che avessero un odore simile a quello del coniglio alla cacciatora e ci azzeccò con il caciocavallo all’argentiera.

L’odore del formaggio del caciocavallo che frigge, dell’aglio e dell’aceto facevano pensare a ricette di carne e tutt’oggi, apre davvero l’appetito, per questo in linea di massima questo piatto viene usato come antipasto.

Tuttavia, in base allo spessore della fetta di formaggio, è possibile trasformare il caciocavallo all’argentiera in un ottimo secondo piatto. Occhio solo a farlo cuocere per bene, con una bella doratura fuori e una morbidezza filante dentro.