Due mondi che si incontrano in un unico piatto, due soli ingredienti che insieme fanno qualcosa di unico: oggi vi parliamo delle carrubbelle involtini fritti straordinariamente gustosi.

Le carrubbelle sono un piatto che viene servito in particolare nel trapanese, dove pare siano anche nate. Di fatto si possono però trovare in tutta la Sicilia.

Le carrubbelle: la storia del nome

Partiamo dal presupposto che ogni ricetta siciliana nasce dall’ingegno, e le carrubbelle non sono da meno. Il loro nome prende origine proprio dalle carrube, i frutti del carrubo che in Sicilia consumiamo con tanta passione e tanto amore.

Cos’hanno però questi antipasti in comune con le nostre carrube? Innanzitutto l’aspetto: si sa che le carrube non sono esattamente aggraziate, sono persino un po’ brutte da guardare.

Così anche questi involtini sono un po’ sformati, dato che il processo di frittura fa sì che si sviluppino dei “bozzi”.

Inoltre, avete presente la faccia che avete fatto la prima volta che avete morso una carruba, scoprendo che sapeva di dolce (quasi di cioccolatoso)? Bene, anche le carrubbelle stupiscono per un sapore che non ti aspetti. Perchè?

Perché sono dei piccoli bocconcini di tuma, un formaggio che ha un sapore davvero delicato, con all’interno l’acciuga, che invece ha un sapore straordinariamente d’impatto. Così, al primo morso, danno una sensazione davvero particolare.

Le origini nell’arte d’arrangiarsi

Alla base delle carrubbelle ci sono tutti ingredienti poveri. Si tratta di un piatto di origine rurale che nasce dal bisogno di fare tanto con poco.

Sia dice sia i contadini che i pescatori, in tempi in cui in casa c’era troppo poco, cercavano di buttarsi sui prodotti a lunga conservazione: quelli che ne acquisti un po’ e durano per mesi e mesi.

Così avevano spesso in casa la tuma e le acciughe (o persino le sarde), che erano prodotti di conserva. Non ci volle molto prima che trovassero modo di metterle insieme!

Con questi due ingredienti riuscivano a sfamare diverse persone, considerando che l’apporto calorico non è indifferente: le fette vengono infatti tagliate e poi passate nell’uovo, nel pangrattato e poi fritte in olio d’oliva.

Il piatto è talmente buono da essere rimasto nella tradizione popolare e tutt’oggi, quando viene servito, mette davvero l’acquolina in bocca.