detti-siciliani-sul-cibo

Sapienza, conoscenza e buon cibo: la Sicilia è un’Isola magica e strettamente legata a u manciari, al piacere dello stare a tavola e del cucinare. Così non stupisce il fatto che ci siano tutta una serie di detti siciliani sul cibo!

Oggi ve ne elenchiamo alcuni cercando di spiegarvene la storia o le origini. E, chi lo sa, in futuro ve ne proporremo altri, ne approfondiremo un paio e vi sveleremo segreti su antiche ricette.

Cinque detti siciliani sul cibo: eccoli qua

La vecchia un voli jocu, voli pani, vinu e focu
Iniziamo da un detto semplice ma che confonde: qui la parola vecchia non indica un’anziana signora ma la condizione della vecchiaia. Durante l’età senile non si vuole giocare o divertirsi particolarmente: bastano pane, vino e un fuoco caldo per riscaldare. O per cuocere, ovvio no?

A fami un cierca pititti
In poche parole? La fame non cerca sfiziosità. Questo detto si utilizzava molto durante i periodi in cui alcuni borghesi si lamentavano delle loro condizioni economiche, fingendo di stare male, e poi soddisfavano la loro fame con ogni tipo di goloseria. Di fatto, la fame, quella vera, non cerca nulla di complicato: basta un pezzo di pane per soddisfarla.

Sparagna l’acqua e si vivi u vinu
Anche qui siamo di fronte a un paradosso della società, che però non riguardava solo i borghesi. Riguardava anche la gente più povera che si comportava in maniera assurda, risparmiando sull’acqua per poter bere vino.

Questo detto si usava tanto per sottolineare i comportamenti di alcuni alcolisti, tanto per indicare qualcuno che era tirchio quando si trattava di cose necessarie e sperperatore quando si trattava di sciocchezze. In qualche modo richiama il detto precedente.

Babbaluci, fungi e granci: spienni assai e nenti mangi
Questo detto tocca alcuni ingredienti e piatti che possono anche essere deliziosi ma hanno il difetto di essere sempre troppo pochi. Nacque, pare, ai tempi della guerra, dove la sostanza era sicuramente più importante del sapore. In italiano il proverbio vuol dire lumache, funghi e granchi, spendi assai e non mangi niente.

In effetti per quanto siano deliziosi, i babbaluci non sono un piatto che non è esattamente strabordante: avendo il guscio sono più di “volume” che di quantità. Anche per questo c’è un detto che dice ziti a vasari e babbaluci a sucari un ponnu mai saziare (fidanzati da baciare e lumache da mangiare non possono mai saziare).

I guai ra pignata i sapi a cucchiara ca l’arrimina
Il nostro viaggio nei detti siciliani sul cibo si conclude (per oggi) con questa perla di saggezza: i guai della pentola li conosce solo il cucchiaio che la mescola. Con questo modo di dire si sottolinea il fatto che ogni famiglia ha dei guai che rimangono chiusi all’interno ed è meglio così.