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Hanno un nome particolare, ma non sono una specialità di Halloween: le dita d’apostolo sono un dolce legato alle festività pasquali. Si tratta di un dessert reso famoso in Sicilia dalla pasticceria Scimone di Palermo, ma che ha una storia lunga e… nazionale.

La ricetta delle dita d’apostolo palermitana non è nota, anzi: potremmo addirittura affermare che è conservata gelosamente e tenuta praticamente segreta. La loro bontà, invece è molto conosciuta e le rende una specialità da non perdere.

Un dolce… religioso

Come il nome può fare intendere, questo delizioso dolce ha delle origini religiose. Si dice sia nato in Calabria, all’interno di un convento dove i modici erano particolarmente devoti a San Tommaso.

Proprio questa devozione li portò a creare un dolce che ricordasse le dita, quelle stesse dita con cui il Santo aveva voluto toccare la piaga del costato di Gesù, non capacitandosi della sua resurrezione.

Il dolce originario era fatto da una pasta leggermente croccante, richiusa su se stessa quasi a ricordare un cannolo. La forma doveva ricordare il dito e la farcitura, che prima era al cacao, doveva invece richiamare il sangue di Gesù.

Le dita d’apostolo, dolci che hanno viaggiato

Successivamente la ricetta si spostò in Puglia, dove divenne molto amata nei conventi. Le suore facevano questo dolce molto spesso, vendendolo anche per beneficenza.

In Puglia la ricetta si sdoppiò e quello che era un dolce si è trasformato in due prodotti di pasticceria diversi, uno a base di tuorlo e uno a base d’albume d’uovo. Quello che conta è che già in questa fase le dita divennero più morbidi: la pasta è morbida e leggera, come quella che si trova in Sicilia.

La ricetta arriva infine sull’Isola nell’alto Medioevo. Come spesso capita, però, si modificò: al posto del cioccolato venne usata la ricotta, bianca e cremosa.

Dita d’apostolo a Palermo: le varianti

La diffusione delle dita d’apostolo a Palermo è merito dei fratelli Scimone. Nella loro pasticceria è possibile assaggiare sia la variante “originale”, con la ricotta e la panna, ispirata alla ricetta calabrese, che altre sfiziosità.

Si possono infatti mangiare quelle al pistacchio, alla cannella, al cioccolato e persino alle fragole.