falsomagro
Falsomagro

Avete presente quando, andando nei negozi di abbigliamento, la commessa si stupisce per la vostra taglia in più? Ecco, il concetto alla base del falsomagro è proprio lo stesso: questo piatto stupisce perché è più di quanto sembri.

Si tratta di una pietanza tipica, ricca e saporita, della gastronomia siciliana, tutto da scoprire. È diffuso in tutta l’Isola in diverse varianti che vedono farce differenti.

Falsomagro: ecco perché si chiama così

Immaginatevi un bel rotolo di carne. Starete sicuramente pensando che si tratta di una fonte proteica, magra e nutriente. Ecco, l’unica differenza è che la carne, in questo caso il manzo, sta tutto all’esterno e all’interno si nascondono diverse sorprese.

Dentro al falsomagro si nascondono ingredienti sostanziosi, tagliati a pezzi: per questo è “falso”, perché la parte grassa si trova all’interno, ben nascosta.

Si dice che questo fosse un espediente usato da alcuni cuochi di case nobiliari. Costoro rimanevano a servizio tutto il giorno in casa di gente abbiente e ogni tanto, per via della fame o per vendicarsi dei trattamenti sgradevoli ricevuti dai padroni, decidevano di “barare”.

Come? Semplice: cucinando un rotolo di carne con i tagli più semplici e nel frattempo rubacchiando qualche ingrediente più ricercato, che rimanendo ben nascosto all’interno dell’involucro di carne era al sicuro dagli sguardi indagatori di titolari e servi invidiosi.

Il rotolo di carne veniva poi portato a casa e condiviso con il resto della famiglia. La ricetta divenne presto d’uso comune e iniziò a essere preparata anche come pietanza per le feste: semplice a un primo sguardo e coloratissima al taglio.

Cosa c’è dentro al mio piatto? 

All’interno del falsomagro si può trovare un po’ di tutto. A Palermo, per esempio, si usano le uova sode, il caciocavallo e la mortadella. In altre parti della Sicilia si usano le fette di prosciutto intero, gli spinaci, le sottilette e vari tipi di formaggi a cubetti.

La ricetta tende a variare anche di famiglia in famiglia: c’è chi usa cipollotti, carote, sedano e tritato, creando un impasto un po’ più compatto e d’effetto.

Di fatto, l’importante è che il falsomagro faccia il suo effetto una volta tagliato: l’obiettivo è fare in modo che venga tagliato a fetta, e che ogni fetta riveli tutto il contenuto strato per strato, in maniera separata e visibile.