polipetti murati
polipetti murati

Anche se non siete palermitani (o siciliani in genere) c’è una ricetta che avrete sentito nominare almeno una volta: quella dei polipetti murati. Si tratta di un secondo dal sapore di mare diventato famoso anche grazie a un programma televisivo molto noto.

Stiamo parlando del Commissario Montalbano, la fiction di Rai1 basata sui celebri romanzi di Andrea Camilleri. Se ci avete fatto caso ne “Il cane di terracotta” l’amatissimo Commissario pranza proprio con questi polipetti, che tra le pagine del libro si chiamano purpiteddri affucati.

Il piatto è un grande classico della cucina in umido, di semplicissima esecuzione e dalla barchetta obbligatoria. Difatti, anche se il bon ton non è d’accordo su questa pratica, bagnare il pane nel sughetto è praticamente obbligatorio. Talmente obbligatorio che al ristorante i crostini li trovate pure nel piatto!

II polipetti murati: perché si chiamano così?

Il nome è molto curioso e si potrebbe pensare a un’origine derivata alla morte dei polipetti, sbattuti al muro come nel caso del polpo bollito ma così non è: i polipetti non si sbattono affatto al muro.

La parola “murati”, infatti, si riferisce al metodo di cottura. I polipetti si chiudono dentro la pentola, con il coperchio ben fisso sul tegame e tutti gli ingredienti a fare da tappo.

Insomma, si cucinano “murati”, segregati, per far sì che possano cuocere lentamente, acquisendo un sapore intenso e particolare.

Moscardini, agostiniani, maiolini…

I polipetti generalmente sono i moscardini, cefalopodi di piccola taglia pescati prevalentemente ad agosto e per questo spesso chiamati “agostiniani”.

La ricetta vuole che questi siano i protagonisti del piatto, ma ben accetti sono anche i maiolini, dei polpi veri e propri molto simili per dimensioni e consistenza.

Un secondo, un antipasto o cos’altro?

Come tanti piatti della tradizione siciliana, anche i polipetti murati sono davvero polivalenti. Quando si cucinano a casa vengono serviti come secondo piatto, possibilmente abbondando con le dosi.

Quando invece vengono serviti al ristorante li troviamo a fare da antipasto di mare, con crostini e bruschette pronti all’uso per raccogliere il sugo. Infine, proprio il sugo diventa un favoloso condipasta, da gustare il giorno dopo con gli spaghetti.