iris fritta
Iris Fritta

Ha un nome da donna e viene da Palermo: è la iris fritta, cibo tipico della gastronomia siciliana. Si tratta di una brioche fritta morbida e dolce sia fuori che dentro, amatissima a colazione, ma non solo.

Questo mix extracalorico di zucchero, ricotta e morbido panbrioche può essere acquistato (e quindi consumato) a qualsiasi ora nelle rosticcerie palermitane, per regalarsi un vero momento di piacere da soli o in compagnia.

Un dolce che viene dai conventi

Cugina delle ravazzate e delle rizzuole, la nostra iris (detta anche inis, in dialetto) sembra avere delle origini conventuali. Si dice infatti che i monaci e le suore preparassero questi dolci dando al pane la forma di una piccola rosa. In origine erano panetti molto piccoli e non fritti, che avevano la caratteristica di essere cavi dolci.

Il fatto che l’impasto fosse dolce di per sé e che fosse anche cavo fu qualcosa che attirò l’attenzione di molti pasticceri: avendo queste caratteristiche questa iris “antica” si prestava anche molto bene a essere farcita.

Quando fu adottata in pasticceria, la iris riempita con vari ingredienti, dal cioccolato alle creme. Ancora, però, non era quella che conosciamo. E non aveva neanche il suo nome!

E alla fine arriva Iris

Pare che il nome Iris venga da un accadimento in tutto e per tutto uguale a quello della pasta alla Norma: un arguto pasticcere dapprima si accorse che il panino dolce delle suore poteva contenere la ricotta e il cioccolato, e poi pensò di friggerla.

Tale pasticcere si chiama Antonio Lo Verso e decise di preparare questo dolce in occasione della prima dell’opera “Iris” di Pietro Mascagni. Questo dolce divenne famosissimo e apprezzatissimo al punto che il pasticcere cambiò anche il nome della sua caffetteria in Iris.

Il dolce veniva mangiato spesso a colazione proprio in questa caffetteria, specie da nobili e borghesi che andavano a servirsi lì all’inizio del Novecento. Per questo mangiare l’iris a colazione sembra così naturale.

Oltre a essere un must palermitano, la iris è stata inserita, come produzione tipica siciliana, nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.