la frittola
La frittola

La frittola è un piatto molto particolare: a Palermo c’è chi la ama e chi la odia. Eppure è il classico tipo di street food da provare almeno una volta nella vita.

Chi la compra prova l’ebbrezza di scoprire cosa c’è dentro il cesto da cui si prende (talvolta a mani nude) smentendo alcune leggende e rimanendo piacevolmente sorpreso. Armatevi però di salviettine umidificate, perché per togliere l’unto un semplice fazzoletto potrebbe non bastare!

Sì, ma che cos’è davvero la frittola?

Rispondere a questa domanda è molto semplice. La frittola è un insieme di frattaglie di vitello prevalentemente composta da parti grasse, scarti di macellazione, cartilagini e ossicine.

Queste frattaglie vengono bollite e rosolate con ingredienti grassi (strutto o burro, ma talvolta anche olio d’oliva). Per dare a questa pietanza il suo sapore inconfondibile il frittularo la mette caldissima all’interno di un panaru [un cesto di vimini, ndr] e la tiene coperta con uno straccio.

E se dentro ci fosse qualcosa di strano?

Questa abitudine di tenere coperta la frittola ha dato adito alle tante leggende di cui vi accennavamo sopra: c’è chi dice di averci trovato parti di cani e gatti, teste di galline, persino grilli e blatte.

Queste sono davvero solo leggende: nessun frittularo ha interesse a inimicarsi clienti e turisti e gli ingredienti non sono mai spaventosi da vedere. Quindi assaggiate tranquillamente e senza sospetti!

Come (e dove) si mangia questo piatto?

In mezzo alla strada e senza troppe ansie. Il frittularo vi servirà la sua specialità in un due modi, chiedendovi prima come la preferite: o semplicemente mettendola in un piattino di carta o all’interno di un panino. In entrambi i casi aggiungerà un po’ di pepe, sale e limone.

Non è un piatto da ristorante e difficilmente ci si cimenta a farlo in casa: la frittola è puro street food, di quello che unge le mani e lascia un sapore molto persistente.

I frittulari si muovono con il loro cesto ed è facile trovarli nei più grandi mercati di Palermo: Ballarò, il Capo e la Vucciria senza dubbio. In più, nei periodi a più grande afflusso turistico è possibile trovarli in diversi punti strategici del centro storico.