Essendo una terra fatta di tradizioni secolari, la Sicilia non poteva farsene certo mancare una che riguarda l’alimento più sacro che ci sia, il pane, con una protagonista eccezionale che viene consumata in diversi momenti dell’anno: la vastedda.

Precisiamo che in questa sede si parlerà della tipica pagnotta e non dei due formaggi siciliani che portano lo stesso nome, che, nonostante la loro importanza e la loro tipicità, non presentano particolari varianti.

Tornando alla nostra pagnotta, le sue peculiarità sono principalmente tre: la prima è la rotondità, che la fa somigliare a una torta di pane. La seconda è la misura: le vastedde sono in linea di massima piuttosto grosse, fatta eccezione per quelle usate per il pane con la milza, rese più piccole di proposito.

La terza particolarità riguarda, infine, la crosta e la mollica: la crosta deve essere croccante, di un colore tendenzialmente scuro, mentre la mollica deve essere morbida e porosa.

Tutto questo per un motivo essenziale: la vastedda è pensata per “accogliere” diversi tipi di condimenti, dal più semplice al più elaborato, in base all’occasione e al luogo dove la si consuma.

Per esempio in alcune parti della Sicilia si mangia in occasione dell’Immacolata (8 dicembre) e si condisce con olio nuovo, pepe, sale e ricotta, onorando un’antica tradizione che legava i fidanzati alle fidanzate ufficializzando il loro legame davanti alle famiglie.

Quest’ultima tradizione è particolarmente sentita in provincia di Palermo, a Torretta, dove ogni anno si svolge l’annuale “Sagra della Vastedda” che vede tutti gli abitanti darsi da fare per proporre ai turisti diverse conze (condimenti), creando un evento di cultura e gastronomia davvero intenso.

Un’altra vastedda di spicco è quella cu sammucu [con il sambuco, ndr], tipica di Troina, che dà il nome anch’essa a una sagra annuale, durante la quale è possibile assaggiare questa particolare focaccia cotta con i fiori essiccati di sambuco, profumatissimi e molto aromatici e condita con tuma e salame.

Infine, in Sicilia si possono gustare anche la vastedda di Ramacca, condita con prodotti e salumi tipici del territorio, e il “vastidduni” di Piazza Armerina, noto per la sua crosta particolarmente spessa.