muccuni
muccuni

Avete presente il profumo che sentite quando vi avvicinate al mare? Ciò di cui vi parliamo oggi lo rievoca in tutto e per tutto. Si tratta dei muccuni [bocconi ndr], che restituiscono non solo la sensazione olfattiva ma anche il sapore del mare.

I muccuni altro non sono che le lumache di mare e il loro nome comune è “murici”. Si riconoscono per le loro particolari conchiglie e hanno una storia antica, che più antica non si può.

Indietro nel tempo con i muccuni

l nostro amati muccuni sono diffusissimi in tutto il Mediterraneo. Si trovano facilmente e incantano i bambini che osservano questo strano mollusco rintanato dentro la tipica conchiglia appuntita.

Avendo larga diffusione in tutto il mare nostrum era già conosciuto da greci, fenici ed egizi che prima di usarlo come cibo lo usavano per tingere le stoffe di porpora. Inoltre i gusci, debitamente lavati, erano e sono tutt’oggi usati per fare piccoli prodotti artigianali.

Diventare un vero piatto tipico? Si può

Non passò molto tempo prima che ne venisse riconosciuta anche la bontà, ma di certo le lumache di mare non erano cibo per nobili. Le quantità che si potevano ricavare dai muccuni erano scarse: viene da sé che fossero un ingrediente povero.

Pescatori e abitanti delle borgate marinare ne fecero un ingrediente fondamentale per insalate di mare a base di altri ingredienti poveri. E poi cominciarono a mangiarle esattamente come le mangiamo noi: in umido.

I sapori (e gli abbinamenti) delle lumache di mare

Aglio, olio, prezzemolo e murici: questo semplice piatto può essere un antipasto o un secondo, e andrebbe già bene così. Ma dato che i siciliani sanno sempre come adattarsi, ecco l’idea: mettere i murici nella pasta. E come si può dire di no?

Il passo in avanti avviene con un altro ingrediente poverissimo: le patelle. Avete presente quelle conchigliette che trovate saldamente attaccate agli scogli? Ecco, in tempi antichissimi venivano staccate con il coltello e usate come cena. Ancora oggi c’è chi usa farlo: il sapore è davvero incredibile e si mangiano anche a crudo, “vive”.

Patelle e muccuni sono diventati quasi un’unica cosa e, specie a Palermo, sono inscindibili quando si fa la pasta. Altrettanto buono, infine, è l’abbinamento con le vongole e con le cozze.