Secondo voi serve Halloween per avere dei biscotti da brivido? La tradizione siciliana dice di no, e alla domanda “sono meglio i morti o Halloween?” risponde con le ossa di morto.

Ebbene sì, non c’è bisogno di andare in America per avere dei biscotti dal nome horror, anche se all’aspetto questi dolcetti sono tutt’altro che spaventosi.

Le ossa di morto vengono chiamate anche ossa i muzzicari, ovvero ossa da mordere, e a Palermo vengono chiamati anche mustazzoli: ciò è curioso perché in realtà i mustazzoli corrispondono a un altro tipo di biscotti glassati (basta googlare per scoprire quali sono).

Ossa di morto: la storia e le origini

Le ossa di morto sono state create appositamente per la giornata del 2 novembre, ovvero per la commemorazione dei defunti: insomma, per il Giorno dei Morti.

Il loro aspetto è inconfondibile: la base è fatta un biscotto croccante, scuro e durissimo e sopra si trova un guscio chiaro, più friabile e spesso vuoto dentro.

Entrambe le parti vengono dallo stesso impasto, con la differenza, solo che poi seguono due cotture diverse. L’idea era quello di ricordare l’unica parte di noi che resta visibile anche dopo la morte: le ossa.La componente del colore viene data dal guscio, ma la durezza da osso viene tutta dalla parte biscottosa.

I biscotti sanno di cannella e garofano, che sono le due spezie usate per aromatizzare l’impasto. Gli altri ingredienti sono zucchero, farina e acqua.

Di fatto si tratta di una ricerca antica: l’usanza di commemorare i morti il 2 novembre ha origini antiche, secolari. Altrettanto antiche erano le offerte che venivano lasciate ai defunti e proprio per essere dei “pegni” nacquero le ossa di morto.

Le ossa di morto nel cannistru

In occasione del 2 novembre si prepara un cesto speciale che si chiama cannistru:le ossa di morto prendono posto all’interno di questo cesto la sera dell’1 novembre, insieme agli altri dolci e, sempre insieme agli altri dolci, vengono consumate già sin dal mattino del Giorno dei Morti.

La loro durezza non le rende immangiabili, ma c’è chi preferisce accompagnarle ad alcune bevande calde: si possono intingere nel latte, nel vino caldo e persino nel caffè.