Oggi vogliamo raccontarvi la storia di un prodotto tipico molto particolare: il pane nero di Castelvetrano. Chiamato pani niuru in dialetto, è un tipo di cibo che quasi tutti i palermitani conoscono molto bene.

Fa infatti parte di quegli ingredienti speciali della Sicilia che vengono assaggiati almeno una volta nella vita o che vengono almeno sentiti nominare durante gli incontri di famiglia. Ma scopriamo tutto nei dettagli.

Pane nero di Castelvetrano: la storia

Il pane nero di Castelvetrano è nato almeno due secoli fa. Il suo colore nero è solo una delle sue peculiarità: il suo sapore è vagamente dolce, ha un profumo particolare e un aroma tostato davvero eccellente.

Viene realizzato mischiando due semole: una più “normale”, ovvero quella di grano biondo siciliano, e una più rara e particolare, la semola di tumminìa.

La semola di tumminìa è un grano particolarmente duro, con “chicchi” scuri. Per realizzare il pane nero di Castelvetrano questa farina e quella bionda vengono mescolate accuratamente, secondo un processo di lavorazione antichissimo e accurato.

Alle due farine viene aggiunto un lievito naturale (chiamato lu criscenti) e un altro ingrediente speciale tutto siciliano: il sale marino di Trapani. A questo punto l’impasto viene fatto riposare, dandogli possibilità di lievitare per un tempo molto lungo.

Una volta lievitato il pane viene allestito un forno in pietra. Questo verrà alimentato con fronte d’ulivo tagliata nella potatura: quando sarà arrivato a 300°, le fronte verranno eliminate e ripulite, e il pane potrà cuocere senza fuoco diretto, in modo molto lento.

Pane nero di Castelvetrano: com’è

Un tempo il pane nero di Castelvetrano era molto più diffuso di come lo è oggi. Purtroppo con il tempo l’uso di prepararlo e cucinarlo si stava del tutto perdendo: per questo nel 2008 questo pane è diventato presidio Slow Food.

Il Presidio Slow Food ha riunito i panificatori in un piccolo consorzio con l’obiettivo di ricostruire l’intera filiera tradizionale del pane.

Il pane nero di Castelvetrano si presenta morbido, con una crosta color caffè fuori e una morbida mollica gialla come il grano. La tradizione vuole che appena sfornato questo pane sia diviso in due e condito con olio, sale, origano, pomodoro a fette, formaggio tipico della zona acciughe o sarde diliscate e basilico.