Non è la classica pasta in brodo e, oltre ad essere uno dei piatti più tipici che si possano trovare nel palermitano, è anche uno di quei piatti che confonde di più i turisti per via del nome un po’ “traditore”, lontano dalla traduzione italiana.

La pasta cu vruocculu arriminato [pasta col broccolo mescolato, ndr] vede infatti protagonista il cavolfiore, che solo in Sicilia viene impropriamente chiamato broccolo. Impropriamente, sì, perché nel resto d’Italia i broccoli altro non sono che i nostri sparacelli, perciò non stupitevi se i turisti rimangono un po’ a bocca aperta, vista tutta questa confusione.

Tornando alla pasta, ha una tradizione piuttosto antica, seppur non accertata. È un piatto che persino i nostri bisnonni mangiavano, che veniva cucinato già prima delle Guerre Mondiali e che con buone probabilità aveva diversi obiettivi, tra cui quello di far piacere il cavolfiore, bianco o verde, ai più piccoli.

Difatti, il nostro “broccolo” emana un odore infernale, sia mentre cuoce che quando è cotto, riconoscibile a chilometri di distanza, che fa storcere persino ai grandi già abituati, figuriamoci ai piccini. Un odore che non si avverte più di tanto quando viene arriminanato, ovvero mescolato, e unito agli altri ingredienti del piatto.

A rendere cremoso il condimento della pasta col broccolo arriminato è infatti il continuo mescolare, che per altro ha il merito di amalgamare perfettamente il cavolfiore ai pinoli, all’uvetta e allo zafferano, ingredienti imprescindibili di questa ricetta.

Pasta d’elezione per questo piatto sono i bucatini, che riescono a trattenere il condimento mantecato creando un connubio perfetto. L’ideale è cuocerli perfettamente al dente, in modo tale da avvertire il contrasto tra la consistenza spessa della pasta e quella morbida della crema di cavolfiore.

In tutta la Sicilia, e in particolare a Palermo, la pasta con il broccolo arriminato si trova nelle trattorie e nelle osterie. In linea di massima è una ricetta vegetariana, ma per chi vuole osare ci sono due varianti saporite: una prevede l’utilizzo dell’acciuga, da aggiungere nel processo di mescolamento, l’altra quella della salsiccia, che va unita in pezzi al condimento già amalgamato.

Una volta servito, questo piatto richiede un ultimo tocco di classe: essere spolverata con la mollica atturrata, ovvero mollica tostata spesso unita a pepe e spezie.