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Pasta con l'amore di dio

L’abbiamo ripetuto molte volte, ma ricordarlo è sempre importante: la cucina siciliana è una cucina fondamentalmente povera. Uno dei piatti più povero in assoluto è la pasta con l’amore di Dio, un piatto rustico che vanta una storia decennale.

Per quanto il nome possa fare pensare a delle origini conventuali, stavolta non c’entrano monaci o suore. C’entra invece la voglia di resistenza e la speranza di chi, essendo povero, faceva del suo meglio con pochissimi ingredienti.

Origini e opinioni popolari

Partiamo dal fatto che la pasta con l’amore di dio, o in dialetto pasta c’amuri i ddiu, nasce in un contesto basso popolare. Si parla di quelle famiglie costrette a vivere tutte insieme dentro una piccola casetta, stipate. Di quelli che hanno ben presente cosa significa doversi inventare qualcosa per non morire di fame, insomma.

Anche a questo si deve il fatto che la ricetta non si sia diffusa granché: si basava infatti più sul passaparola e sulle possibilità di mettere questo o quell’ingrediente al posto di uno suggerito. In sostanza, è un primo che avrà cambiato forma talmente tante di quelle volte da essere alla base di chissà quante altre ricette.

Ora, dato che avete ben capito i presupposti, non vi stupirà sapere che il nome “con l’amore di Dio” viene né più né meno dalla convinzione che ciò che arriva sulle nostre tavole è tutto frutto della volontà di Dio. Il nome è a tutti gli effetti un ringraziamento per ciò che si riusciva a mettere nella pasta, anche quando era davvero molto poco.

Gli ingredienti della pasta con l’amore di Dio

Come in molte altre ricette popolari, l’importante era avere sempre sotto mano ingredienti poco costosi: la pasta si faceva in casa e si cercava di farla in maniera sbrigativa, con farina, uova e nient’altro che una gran fame.

E poi? Poi condiva con un ingrediente che è tutt’oggi sempre nelle nostre cucine: la cipolla! All’inizio infatti questa pasta era realizzata solo con la cipolla, ben ammorbidita e cotta, addolcita con un po’ di zucchero.

Con il tempo alla cipolla si aggiunse anche il pomodoro. Ancora oggi capita che qualche nonna proponga la versione con i pomodori (prevalentemente pelati). Vi consigliamo di assaggiarla: è molto più buona di quanto si possa immaginare!