Anche il condimento vuole la sua parte, lasciatevelo dire, e quelli siciliani hanno l’abitudine di essere multifunzione: capita con il condimento del broccolo arriminato, che può essere messo sul pane, e capita con un altro condimento famosissimo: il picchio pacchio.

Semplicissimo e a base di pomodoro, questo condimento è usatissimo nelle cucine siciliane. L’origine del suo nome è dibattuta, perché gli vengono date diverse spiegazioni: la prima riguarderebbe un’allusione al sesso femminile (dato che “pacchio” in siciliano indica proprio quello) e l’associazione nascerebbe dal fatto che anche questo condimento è eccitante, oltre che buonissimo.

La seconda, forse più verosimile, riguarda il rumore che si sente quando i pomodori vengono gettati in padella e fatti soffriggere: uno sfrigolio che suonerebbe come pic pac, e che avrebbe per questo dato il nome al condimento.

La preparazione è davvero semplicissima: basta fare soffriggere un po’ di cipolla e un po’ d’aglio, prendere i pomodori tagliati e pelati a cubetti (o in alternativa si possono acquistare i pomodori già pelati, ma non è lo stesso, fidatevi), aggiungerli al soffritto e farli cuocere finché non appassiscono. Dopodiché basta aggiungere il basilico fresco.

La sua applicazione più classica è quella che lo vede protagonista insieme agli spaghetti in un primo davvero gustoso, semplice e leggero, ma ciò che occorre davvero sapere del picchio pacchio è che lo si trova alla base di moltissime ricette della cucina siciliana, quasi in incognito.

Viene usato praticamente sempre quando si prepara la zuppa di baccalà, può essere usato per accompagnare i crostini di pane ed è l’alleato numero uno della pasta con i tenerumi, altro primo tipicamente siciliano, amatissimo e gustoso.

Ma non solo. Il picchio pacchio è il condimento d’elezione di una variante di uno dei più noti piatti della tradizione siciliana, i babbaluci (ovvero le lumache): durante il festino di Santa Rosalia è possibile infatti acquistare i babbaluci anche nella versione a picchiupacchiu, con il pelato a fare da padrone.

Infine, ne esiste una variante agrodolce che viene usata sia per la pasta che per le carni: agli ingredienti base vengono aggiunti l’aceto e lo zucchero e diverse spezie, tra cui chiodi di garofano, cannella e bacche di vaniglia.