Piscirovu
Piscirovu

Non lo conoscono in tanti, o almeno, è un piatto che in molti conoscono con un nome più comune. Cos’è? È il piscirovu, un secondo gustoso e facilissimo da preparare di cui non vi sveliamo il nome comune perché… beh, ci piace la suspance.

Basti dire che è un grosso involtino giallo e che vi basterebbe un morso per riconoscere immediatamente gli ingredienti. Adesso, però, vi raccontiamo la sua storia.

Piscirovu, ovvero un piatto per riempire gli stomaci

Tanto per cambiare, vi parliamo di un piatto che non nasce in un ambiente nobile o privilegiato. Il piscirovu è una ricetta che nasce dalla necessità di usare pochissimi ingredienti, talmente pochi che in origine erano soltanto due.

Inquadrato in un contesto prettamente contadino, questo piatto è uno dei primi esempi del chilometro zero: l’ingrediente principale era sempre a portata di mano e l’altro era talmente povero da essere diffusissimo. Per completare il tutto bastavano le spezie, quando c’erano.

Nei tempi più neri era uno dei piatti che veniva consumato più frequentemente nell’ambiente rurale. Siete riusciti a capire di quali ingredienti stiamo parlando?

Quando il nome è un inganno

Se avete pensato al pesce siete fuori strada: in questa ricetta non ce n’è neanche il più lontano sentore. E allora perché “pisci” [pesce in siciliano, ndr] vi chiederete voi.

Semplice: perché questo piatto aveva la forma del pesce, o almeno si tentava di dargli questa forma per farlo sembrare il più possibile vicino a un piatto squisito ma inarrivabile per chi lavorava la terra in periodi di povertà.

Anche nelle ricette più antiche, in realtà, sembrava un rollò più un pesce, ma si sa: ci sono momenti in cui la fantasia ha più importanza di qualsiasi paragone con la realtà

Sì, ma cos’è il piscirovu?

E infine, sveliamo il mistero: la parola piscirovu significa pesce d’uovo, ovvero un pesce fatto con le uova. Non era niente di più che una frittata arrotolata più volte su se stessa, condita con sale, pepe e prezzemolo.

A completarla arrivarono poi le patate, che non venivano messi in pezzi ma fatte a mo’ di purè, per dare compattezza all’impasto. Il rotolo si presentava, così, come se fosse proprio un ingrediente sano, un po’ come il pesce quando viene bollito.

Ancora oggi qualche anziano chiama la frittata di patate (debitamente passate) con questo nome, nonostante con il tempo l’uso sia diventato sempre più raro.