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C’è un dolce molto speciale che con l’avvicinarsi del 2 novembre appare nelle pasticcerie, nelle bancarelle dei siminzari e nei panifici di Palermo: si tratta della pupa di zucchero deliziosa protagonista di uno dei giorni più importanti del calendario palermitano e siciliano.

La pupa di zucchero non è complicata da preparare ma è molto particolare per via della sua storia. Inoltre, di anno in anno assume forme sempre diverse. Oggi vi spieghiamo perché e vi raccontiamo tutto di lei.

Pupa di zucchero, un dolce antico

Come forse avrete già letto in alcuni nostri articoli, l’usanza di commemorare i defunti il 2 novembre è molto antica: ha più di due secoli, e porta con sé tante tradizioni particolari soprattutto quando si parla di cibo.

La pupa di zucchero si trova fra questi: nacque almeno ottant’anni fa da un cuoco ingegnoso che capì che con acqua e zucchero si poteva creare un pupazzo solido da mettere all’interno del cannistru, tipico cesto che tutti i palermitani preparano la sera di Ognissanti.

Questa usanza, insieme al fatto che il cannistru è un’esplosione di dolci e sapori, serviva per far sì che i bambini non temessero la morte e che tenessero sempre cara le memoria dei defunti. Per accattivarli, la pupa assumeva le forme più svariate: dame e cavalier serventi, soldatini e principesse.

Quest’ultima abitudine rese pasticceri e fornai sempre più attenti ai trend del momento: per questo ogni anno la pupa prende la forma dei protagonisti di cartoon o film più in voga tra i più piccini.

Pupa di zucchero e regali speciali

La pupa di zucchero è uno di quei dolci che può avere tanto un costo elevato quanto un costo abbordabile. Mette d’accordo ricchi e poveri e accompagna un momento molto speciale sia per adulti che per bambini.

Oltre a fare parte integrante del cesto colorato, la pupa fa da sfondo a un’usanza che purtroppo sta andando un po’ perduta. Quando arrivava il giorno dei Morti i nonni facevano credere ai bimbi che i defunti avessero portato loro dei doni.

Bambole, pupazzi e molto altro venivano nascosti negli angoli più remoti della casa dei nonni. Si faceva una vera e propria caccia al tesoro! Quando finiva i bimbi non solo avevano un bel regalo, ma masticavano anche un pezzo di pupa mentre se lo godevano.