C’erano una volta le antiche tradizioni, che anche oggi strettamente legate alla pietanza di cui vi vogliamo parlare. Oggi approfondiremo le origini e la storia della salsiccia pasqualora, un piatto tipico siciliano.

La salsiccia pasqualora ha un sapore intenso, unico e particolare. Anche il suo colore e la sua preparazione sono molto originali, al punto da garantirle l’inserimento nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

Nonostante il nome possa dire il contrario non viene consumata soltanto a Pasqua. In più è amata in tutta l’Isola e viene spesso venduta nei mercati.

Salsiccia pasqualora: origini e nome

L’origine della salsiccia pasqualora è da attestarsi all’antica Roma: già Virgilio, nelle “Georgiche” parlava di quest a salsiccia di sola carne di maiale, che veniva conservata fino a due mesi dopo la macerazione.

Già nel II secolo d.C. dunque questa pietanza veniva preparata. Nello specifico la carne veniva (e viene) tagliata in punta di coltello e macinata con piatto a fori larghi, prodotta con l’aggiunta di sale, pepe nero, peperoncino, vino bianco e semi di finocchio selvatico.

Oggi la salsiccia viene fatta stagionare per una o due settimane e può essere consumata sia cotta che cruda (come un salume).

Il nome “pasqualora” deriva da una tradizione degli allevatori siciliani: durante l’anno dei maiali venivano allevati appositamente per essere macellati durante la Settimana Santa di Pasqua, in segno di devozione.

Parte della carne di questi maiali veniva usata per fare questa salsiccia, che doveva essere conservata e fatta stagionare, in modo tale da essere poi consumata durante il periodo estivo (e talvolta autunnale).

Salsiccia pasqualora, dove mangiarla?

Di base la salsiccia pasqualora è originaria dei comuni di Trapani, Erice, Valderice, Paceco, Calatafimi, Alcamo, Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo, San Vito Lo Capo, Custonaci.

Allo stesso tempo, però ne esiste una variante famosissima, che è quella di Caccamo (in provincia di Palermo). Questa variante è talmente squisita da essere inclusa nell’arca del gusto Slow Food.

La salsiccia pasqualora caccamese è di colore rosso vivo ed è veramente squisita. La si può acquistare in macelleria (anche a Palermo) e se mangiata cruda va accompagnata da un po’ di pane (e magari un filo d’olio) e da un bel bicchiere di vino rosso.