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Arancine fatte in casa

Una guerra lunga, lunghissima: a Catania ha aperto un punto vendita de la Focacceria San Francesco. Fin qui niente di che, ma ecco il problema:le chiamiamo arancine o arancini?

I palermitani non avranno dubbi, ma di fatto neanche i catanesi. E quindi che si fa? È guerra, perché sul maschile e femminile della palla di riso c’è poco da fare: le due città non andranno mai d’accordo.

Arancine o arancini? Un pezzo di Palermo a Catania

Se è vero che il punto vendita ha aperto i battenti al terminal C dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, con un’inaugurazione che sembrava mettere i cuori in pace e portare l’armonia, è anche vero che l’Antica Focacceria San Francesco è un pezzo di Palermo.

La focacceria conta su duecento anni di attività continuativa che ne hanno visto nascere e crescere la clientela. Era il 1864 quando aprì i battenti al mercato della Vucciria e probabilmente nessuno avrebbe potuto dire quanto successo avrebbe avuto.

Dunque, arancine o arancini? Pare che all’interno del punto vendita convivano entrambe, ma di fatto i catanesi guardano storte le nostre delizie rotonde e i palermitani di passaggio non riescono a non storcere il naso quando vedono i “nemici” con la punta.

Arancine o arancini? A Palermo così, a Catania.. colì

Arancine o arancini? Comunque si chiamino le nostre palle di riso sono considerate il prodotto di rosticceria più caratteristico della Sicilia, e la verità è chetutte le grandi città ne rivendicano la paternità.

Questo ha acceso forti discussioni:nel comprensorio catanese si sostiene che la forma a cono si debba ad una ispirazione data dall’Etna: infatti, tagliando la punta della pietanza appena cotta esce il vapore che ricorderebbe il fumo del vulcano.

In più,a superficie croccante della panatura e il rosso del contenuto ne rievocherebbero la lava nei suoi due stadi, calda e fredda.

Nel palermitano, si rammenta invece che l’origine della pietanza risalirebbe alla gastronomia araba e alla dominazione islamica di cui il capoluogo siciliano fu capitale, così come che l’arancia da cui derivano nomi e forme sia una parola di origine araba dato che furono proprio i saraceni a importarne la coltivazione in Sicilia.

Popolari chef come Alessandro Borghese chiamano la pietanza arancina, preparandola nella tradizionale forma rotonda. Ma la verità è che da questo tunnel non si uscirà mai. Forse, allora, tanto vale mangiare. Senza se e senza ma!