Le capre girgentane

Forse sarete un po’ curiosi: oggi vi stiamo parlando di un animale. Come mai, vi chiederete? Semplice, perché la capra girgentana fa parte dei presidi slow food, progetto di salvaguardia dei sapori tipici minacciati dall’avanzare della produzione industriale.

La capra girgentana è talmente importante da essere ospitata persino dentro la Valle dei Templi, con tanto di pannello esplicativo sul perché va protetta. Oggi ve ne raccontiamo la storia e le peculiarità.

Capra girgentana: perché è importante

La Capra Girgentana è diversa dalle altre capre. La si riconosce per le corna lunghe e attorcigliate a spirale. Pare che sia un animale arrivato in Sicilia ai tempi della dominazione greca: per i greci, infatti, la capra era un animale praticamente sacro.

Il nome “girgentana” viene da Girgenti, che era il nome prefascista di Agrigento. E proprio nell’agrigentino vivono queste capre, da cui si ricavano un latte freschissimo e molto buono che, però, si consuma solo in maniera diretta.

Perché? In primis perché esistono pochissimi esemplari di capra girgentana, e poi perché questi animali non ne producono molto.

Compensano la scarsa quantità con la qualità: il latte è digeribile, senza allergeni e non ha un sapore deciso come quello di altre capre. Insieme al latte d’asina è quello che si avvicina di più (per composizione e sapore) al latte materno umano.

Nonostante la scarsa quantità di latte, con il tempo si sono prodotti dei formaggi particolari e buonissimi tra cui l’mbriaca, caciotta con Nero D’Avola, la cinniri, che riposa nella cenere del Mandorlo, il trubbu stagionato, e il ficu avvolto nelle foglie di fico e realizzato con il caglio del fico stesso.

Capre girgentane e estinzione

I prodotti che si ricavano dalla capra girgentana sono dunque buonissimi (e sono anche presidio slow food) ma come vi accennavamo, esistono davvero pochi esemplari di questi animali. Per questo esiste la possibilità di adottare una capra girgentana.

Le capre girgentane vengono difese da un’associazione che le ha portate anche nel cuore della Valle dei Templi: ce ne sono alcuni esemplari di fronte al tempio della Concordia.

Tutto questo per sensibilizzare i visitatori e sensibilizzarli sul valore di questo animale, la cui tutela è essenziale per difendere la biodiversità nell’agrigentino.