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C’è chi pensa che cucunci e capperi siano due ingredienti identici, c’è chi pensa che siano del tutto differenti. Qual è la verità? Semplice: sono fratelli, ovvero derivanti da un’unica pianta madre.

Infatti, mentre i cucunci sono frutti, i capperi sono i boccioli del fiore di cappero. I più buoni e famosi vengono da Pantelleria, dove il cappero, appunto, è diventato prodotto ortofrutticolo IGP.

Cucunci e capperi: particolarità e curiosità

I cucunci sono, come già detto, i frutti del cappero. Hanno un sapore delicato e si trovano in commercio sotto sale, sott’olio o sotto aceto.

I cucunci sono usati in particolare nella cucina eoliana per condire piatti di pesce. Gli eoliani usano anche dissalare i cucunci o i capperi e consumarli al pari di una qualsiasi verdura, di solito in insalata (come nel caso dell’insalata pantesca).

I capperi, invece, sono i boccioli e contengono la maggior parte delle proprietà aromatiche della pianta. Vengono utilizzati in gastronomia da millenni. Si raccolgono ancora chiusi e si conservano in macerazione sotto sale o sotto aceto.

I capperi sono solitamente usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta.

L’ampia diffusione in Sicilia e l’uso tradizionale che se ne fa nella cucina siciliana hanno portato i capperi ad essere inseriti nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) come prodotto tipico siciliano.

Una delle cose più “simpatiche” da sapere sul cappero è che fin dall’antichità gli sono attribuite proprietà afrodisiache. Che sia vero o no, diciamo che non è dato sapere!

Infine, ultima curiosità: cucunci e capperi hanno anche proprietà medicinali. Hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni. In più, un infuso preparato con radici di cappero e germogli giovani era utilizzato in medicina popolare per alleviare i reumatismi.