cuddrireddra
cuddrireddra

Oggi continuiamo il nostro viaggio nelle specialità siciliane con i cuddrireddra, paste siciliane chiamate anche cuddureddi o cuddiridduzzi.

Si tratta di un dolce tipico del ragusano e del nisseno, duro ma dal sapore straordinario, che ha una storia strettamente legata a quella della nostra isola. Volete scoprire di che si tratta? Allora continuate a leggere!

Cuddrireddra, cosa sono?

I cuddrireddra sono dei biscotti molto duri, al sapore di cannella. Vengono chiamati anche cuddiredda, ma con questo termine si indicano diverse ricette, per questo ogni tanto si fa un po’ di confusione.

Ricordiamoci, ad esempio, che è chiamata cuddura anche u pupu cu l’ovu e che sempre nel ragusano c’è un’altra ricetta che prende il nome di cuddureddi, ovvero i cuddureddi nu mosto. Quest’ultima pietanza, però, non ha a che fare con i prodotti da forno.

Si tratta infatti di un tipo di pasta che viene cucinata appunto con il mosto, una vera e propria delizia tradizionale che però tratteremo (in maniera più approfondita) prossimamente.

Cuddrireddra, la storia

Tornano ai nostri cuddrireddra, nello specifico vengono chiamati “cuddrireddra di Delia”. Il nome viene dal greco kollura, che significa pane biscottato rotondo (o anche focaccia tonda).

Questo fa già capire che i nostri biscotti sono di forma tonda. Sono detti “di Delia” perché pare siano nati proprio in questo paesino del nisseno, durante un periodo molto importante della nostra isola: i Vespri Siciliani.

Tra il 1282 e il 1302, dunque, questi biscotti vennero concepiti in tutta la loro bontà: rotondi, dal forte sapore di arancia e cannella, divennero il modo migliore per omaggiare le donne (castellane) che vivevano nella fortezza di Delia.

Nel corso degli anni il nome venne un po’ storpiato: fondamentalmente doveva significare “corona”, appunto come il copricapo prezioso che doveva essere simbolo di un trattamento da regina per le donne succitate.

Cuddrireddra oggi

I cuddrireddra si consumano ancora oggi e si trovano facilmente in tutti i panifici/biscottifici del nisseno e del ragusano. Vengono cucinati in particolare nel periodo del Carnevale e sono diventati presidio slow food grazie alla loro lunga tradizione e alla loro particolare preparazione.

I cuddrireddra vengono infatti cucinati con farina di grano duro, uova fresche, zucchero, strutto, vino rosso, cannella e scorze d’arancia. Il preparato viene messo sullo scanaturi (una grossa asse di legno) e poi viene divisa per essere arrotondata.