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Forse vi è capitato di vederli ma non sapete cosa sono: oggi vi vogliamo raccontare dei dolci da riposto, una specialità siciliana nata dal desiderio di far felici gli ospiti.

Cosa significa? Significa che sono dei dolcetti molto belli da vedere ma anche da mangiare, che un tempo si tenevano in casa proprio per deliziare chi veniva a trovarci all’improvviso.

Dolci da riposto: amore, mandorle e agrumi

Quella dei dolci da riposto è una tradizione veramente molto antica. Risale ai tempi della dominazione araba, quando vennero introdotti in Sicilia gli agrumi.

In sostanza le famiglie nobili incaricavano i loro cuochi di fare delle piccole delizie curate in ogni dettaglio, che potessero gustati anche a distanza di moltissimo tempo dalla preparazione.

Proprio per questo prendono il nome di “da riposto“: perché la dispensa dove venivano conservati si chiamava proprio riposto (ripostiglio).

Perché non venivano mangiati immediatamente, dato che sono bellissimi e deliziosi? Semplice, perché erano dei dolci tattici.

In un periodo dove la nobiltà era molto attenta ai rapporti sociali i dolci da riposto servivano per non farsi mai trovare impreparati in caso di visite inattese.

I dolci da riposto sono fatti di pasta di mandorla e sono riempiti con conserva di limone, arancia e mandarino. Sono molto decorati, quasi barocchi, tanto che si riconoscono subito quando si entra nei bar.

Hanno un involucro di zucchero colorato, duro, che crea un contrasto con la morbidezza della pasta di mandorla e con la conserva.

Chi aveva in dispensa i dolci da riposto poteva stare sicuro che non avrebbe mai fatto una brutta figura, dato che avrebbe potuto servirli accompagnati da un buon caffè o da un buon liquore.

I dolci da riposto oggi

Al giorno d’oggi chiaramente non serve più tenere dei dolci in dispensa, ma di fatto i dolci da riposto continuano a essere molto utilizzati, specie nella provincia palermitana.

Vengono acquistati in occasione di feste o celebrazioni particolari, e in linea di massima non è il padrone di casa che li acquista, ma è l’ospite a portarli per dare il suo “contributo” alla giornata di festa.

Hanno inoltre forme diverse: si va da quelle più tradizionali e grossolane a piccoli capolavori di pasticceria mignon.