Cialda croccante, ricotta cremosa, gocce di cioccolato e chi più ne ha più ne metta: il cannolo è il re della pasticceria siciliana, vanto e orgoglio di chi vive sull’isola e tappa culinaria obbligata di tutti i turisti.

Protagonista indiscusso delle “guantiere” di dolcini che vengono offerte agli ospiti (o portate in dono da questi ultimi) nelle più svariate occasioni, il cannolo ha una storia lunga, accattivante e curiosa, che non tutti conoscono.

Si dice infatti che all’interno di un insediamento arabo cuore della Sicilia, Qalc’at Al Nissa (l’odierna Caltanissetta) si trovasse un castello dove regnava un ricco signore saraceno che, da bravo uomo del suo tempo, poteva contare su un harem fatto da donne giovani e meno giovani che facevano a gara per compiacerlo.

Fu proprio a una delle concubine che venne l’idea di omaggiare il signore con un dolce vagamente fallico, per rendere giustizia alla sua virilità. Per crearlo, si basò su una ricetta araba già esistente, che usava un ripieno di ricotta, unita a una ricetta ancor più antica, d’origine romana, che prevedeva l’uso di una scorza fritta.

Il dolce creato, neanche a dirlo, fu un successo e quando gli harem furono convertiti in monasteri con l’avanzare della fede cristiana, la ricetta fu tramandata dalle suore ai mastri pasticceri.

Oggi il cannolo è ancora protagonista delle vetrine delle pasticcerie più rinomate della Sicilia e ogni anno, si svolgono delle vere e proprie gare tra maestri che portano avanti tradizioni secolari.

Tra questi compaiono i pasticceri di Dittaino, di Piana degli Albanesi, di San Giuseppe Jato e di Santa Cristina Gela: tutti paesi noti per la qualità del cannolo e per la peculiarità di mantenere segrete le ricette per rendere immediatamente riconoscibile il “marchio di fabbrica”.

A cambiare sono diversi elementi: dalla scorza, preparata con grano tenero, vino, zucchero e strutto in quantità variabili e alla quale è possibile aggiungere diversi aromi, alla ricotta, che può essere vaccina o di pecora, passando persino per le colate di cioccolata e per l’aggiunta di pistacchio, mandorle e zucchero a velo.

Ciò che è certo, è che rimane un dolce unico, talmente unico da essere andato persino nello spazio: un cannolo è stato infatti mandato in orbita all’interno di un pallone sonda nel 2014.