Il mercato di Ballarò a Palermo
Il mercato di Ballarò a Palermo

Non andate a Ballarò se non volete subire un furto. Sì, proprio così: non andateci se non volete che il vostro cuore venga rubato da un mercato dall’anima antica. O dalla solidarietà delle persone che lo abitano e ci lavorano, da un’innata voglia di esistere e resistere.

Andate a Ballarò se volete acquistare qualcosa di valore a un prezzo veramente irrisorio: la felicità, al prezzo di una semplice passeggiata tra le bancarelle e i monumenti antichi che osservano la vita brulicante di un mercato che è anche quartiere, che è anche microcosmo.

Andare a Ballarò è un azzardo

Visitare il mercato è un azzardo dal punto di vista sentimentale. Il suo nome viene probabilmente dal villaggio agricolo di Balhara da cui provenivano i mercanti arabi. Il mercato fu costruito vicino alla moschea, per dare loro la possibilità d pregare.

Nel Medioevo, al suo interno, si barattavano e acquistavano carni e pesci d’alta qualità, insieme alle spezie che arrivavano dal Deccan, trasportate in carovane proprio come facevano gli arabi con il suq. Ed è arabo ancora oggi, Ballarò. È arabo, indiano, francese, africano. È cosmopolita, un cuore pulsante di multiculturalità.

Esteso da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant’Agata, il mercato di Ballarò è uno dei punti di riferimento delle comunità di ogni appartenenza e provenienza in città.

Andare a Ballarò è pericoloso

È pericolosa, Ballarò. È pericolosa perché a un certo punto non puoi più fare a meno di ascoltare le abbanniate dei venditori (non le conosci? clicca qui sotto!), che ricordano una cantilena, che sanno di casa, di familiare.

È pericolosa perché ci trovi proprio di tutto: dallo street food alla frutta secca, dalla frittola ai prodotti da forno, dalla carne alle galline nelle gabbie. Ci trovi persino la frutta esotica, quella strana, quella che non trovi da nessuna parte.

E in più è pericolosissima perché ci trovi i sorrisi: quelli in un modo o nell’altro ce li trovi sempre, anche quando tutti sono indaffarati e stanno travagghiannu.

A Ballarò ci trovi le cose vecchie

Dicono che in questo mercato si trovino un sacco di cose vecchie. Ma sbagliano, perché non sono vecchie, sono antiche: c’è la Torre Medievale di San Nicolò, e quando ci si sale si vede un panorama che ti ferma i battiti. E c’è la Camera delle Meraviglie, che è tutta blu. C’è l’Oratorio del Carminello.

E c’è il complesso monumentale di Santa Chiara, frequentato da tutto il quartiere. Ce ne sono tante, di cose antiche. E tante ancora sono quelle nuove, dai murales realizzati con amore ai vicoli riarredati, pensati per diventare accoglienti.

Perciò fatevi un favore: a Ballarò non andateci mai, o rischiate di piangere se non ci ritornate.