Chi non ha mai sentito il detto “è come manna dal cielo”? Oggi vogliamo parlarvi proprio della manna, protagonista biblica e prodotto tipico siciliano che fa impazzire chiunque la assaggi.

La manna è a tutti gli effetti una linfa estratta dalla corteccia di alcune piante, in genere frassini. È un prodotto che rientra nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) stilato dal ministero delle politiche agricole e forestali.

Manna siciliana, la storia

Come ben sappiamo la manna è protagonista di un passaggio della Bibbia: la sua coltivazione è dunque antichissima, risalente davvero a epoche remote.

Il suo nome viene dalla domanda ebraica mân Hu, ovvero “cos’è?”, perché nel libro dell’Esodo cadde dal cielo sugli ebrei affamati, che vedendo “piovere” questo cibo sconosciuto chiaramente si chiesero cosa fosse.

In Sicilia, però, la coltivazione del frassino da manna risale alla dominazione islamica. Gli arabi introdussero molte nuove specie vegetali e pare che il frassino da manna sia stato tra queste.

Il più antico documento che menziona la manna risale al 1080 in un diploma del vescovo di Messina, che ci racconta che fino a quel momento la manna più amata in Sicilia era di origine calabrese.

Anticamente, infatti, la manna veniva coltivata, oltre che in Sicilia, anche in Calabria, nel Molise e nel beneventano. Ad un certo punto della storia, però, ci fu un “sorpasso”: la Sicilia divenne la maggiore produttrice nella seconda metà dell’Ottocento.

La manna poteva essere consumata (come d’altronde anche oggi) così com’è o impiegata in diverse preparazioni: dal miele ai dolci.

Manna siciliana oggi

La coltivazione della manna in Sicilia è circostanziata alla provincia di Palermo. Viene prodotta soprattutto intorno a Pollina e Castelbuono, dove gli allevatori usano ancora gli antichi metodi tradizionali per raccoglierla e lavorarla.

Il mestiere dell”Ntaccaluòru“, ovvero del raccoglitore di manna, richiede infatti sapienza e ottimo utilizzo di attrezzi semplici ma da usare con cura. Per raccogliere la manna che cola si usano infatti raschietti specifici e fili di nylon che consentono di non perderne neanche una goccia.

Nonostante sia coltivata in pochissime zone, al giorno d’oggi la produzione della manna offe un buon reddito rispetto al passato: basti pensare che il prezzo della manna, al chilo, è di circa 200 euro.