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Tradizionale, che più tradizionale di così si muore: la pasta con le sarde è un primo piatto prelibato che riesce a coniugare il sapore pungente del finocchio selvatico con l’aroma spiccato delle sarde.

La sua origine si rintraccia lungo il corso del primo ventennio dell’anno 800 e in particolare la ricetta si attribuisce a un cuoco arabo, che, dovendo lavorare per un turmarca (generale) della flotta bizantina in quel di Mazara del Vallo, si ritrovò costretto a sfamare un’intera flotta.

Il problema è che le condizioni avverse dovute alla campagna militare non gli davano la possibilità di avere molti ingredienti, così il buon cuoco dovette armarsi d’ingegno e cercare quelli disponibili.

Riuscì ad acquistare tante, tantissime sarde e poi, andando a naso, scelse tra i ciuffi d’erba verde a disposizione il finocchietto, ovvero gli ispidi ciuffi di finocchio selvatico che crescono nei campi. Fondamentalmente, il cuoco realizzò il primo piatto mare-monti della storia.

Da allora, la ricetta venne tramandata, legandosi a vari luoghi della Sicilia e dando vita a diverse varianti: quella palermitana, ad esempio, è in bianco e vede presenti anche uva passa e pinoli, mentre quella agrigentina è “rossa”, perché durante la preparazione viene aggiunta la salsina (ovvero il concentrato di pomodoro).

La più misteriosa è quella di Trappeto, per questo chiamata “alla trappitara”, per via di una ricetta tramandata dalle famiglie di pescatori di generazione in generazione e custodita gelosamente, che prevede l’uso delle mandorle e di alici e sarde freschissime.

Qualunque sia la variante, c’è da dire che ormai la pasta con le sarde è a dir poco internazionale: qualche anno fa è finita nella sezione food del New York Times grazie allo chef ed esperto David Tanis.

Arrivato in Sicilia per scoprire nuovi sapori, Tanis si è perdutamente innamorato di questa pietanza e ha voluto dedicarle un articolo, esaltandola e rivelando che è diventata una delle cose da lui cucinate con maggiore frequenza.

Tra le altre cose, inoltre, questo primo piatto è stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Mipaaf, ovvero in una serie di piatti importanti proprio per la loro storia e per l’impatto avuto nel corso degli anni.