Abbiamo già parlato della vastedda, facendo riferimento al pane morbido e rotondo che viene usato anche per il pani ca meusa. Quella di cui parliamo adesso, però, è la vastedda fritta: un piatto ben diverso, croccante e davvero delizioso.

Si tratta di una frittella equilibrata, in grado di rendere al massimo sia nelle varianti dolci che nelle varianti salate, nata in uno splendido paese in provincia di Palermo, Gratteri.

Entrata a far parte dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali italiana, la vastedda fritta ha una storia lunga e gelosamente custodita: si dice che nacque secoli fa e che la ricetta sia tutt’oggi conservata come un prezioso tesoro, e tramandata di generazione in generazione con la raccomandazione di non diffonderne i segreti.

Nata come piatto povero e contadino, la vastedda fritta conta su pochi ingredienti economici che messi insieme fanno sicuramente un piatto vincente: farina, acqua, lievito, olio extravergine d’oliva. La preparazione viene eseguita su superfici piane molto larghe: al centro si mette la farina, che viene preparata per accogliere l’acqua e il lievito e iniziare a formare l’impasto.

Quando l’impasto è pronto e compatto, va prima lasciato riposare e poi steso con il mattarello. Dopodiché viene tagliato in rettangoli di media grandezza, non troppo fini e non troppo spessi.

A questo punto, prima di passare alla frittura, che deve essere fatta con olio bollente, si sceglie la strada da seguire: quella del salato o quella del dolce.

Per quanto riguarda la versione salata, al centro di ognuno dei rettangoli occorre posizionare un’acciuga dissalata (o un filetto d’acciuga): a quel punto si procede alla chiusura del rettangolo e poi alla frittura.

La versione dolce invece prevede l’assenza dell’acciuga e un passaggio nello zucchero alla fine della cottura: una delizia semplicissima e golosa, che ricorda le merende di tanti decenni fa.

La vastedda fritta è sempre più famosa anche grazie a un evento che si ripete annualmente: si tratta della sagra a essa dedicata che, naturalmente, si svolge a Gratteri, generalmente nel mese di agosto.

La sagra è un momento molto particolare, denso di momenti folkloristici, che consente non solo di assaggiare la vastedda originale assistendo in presa diretta alla sua cottura, ma di gustarla con prodotti tipici dolci e salati appositamente scelti dagli abitanti di Gratteri per esaltarne la resa, insieme a bicchieri di vino locale.