Imperatrici della cucina siciliana e, con grande vanto, regine della cucina palermitana che ne difende il sesso femminile e le esalta in tutta la loro rotondità: le arancine sono un cibo speciale e proprio per questo possono essere consumate tutti i giorni o in occasioni speciali.

Prodotto popolare per eccellenza, le arancine non hanno una vera e propria storia alle spalle: si collocano in età alto-medioevale per via della presenza dello zafferano, che arrivò in Sicilia proprio in quel periodo, con la dominazione musulmana.

Per via dalla panatura croccante, che teneva ben conservati sia il riso che il condimento, si è pensato che l’arancina sia nata come cibo dei lavoratori, un po’ come per gli anelletti al forno: un’ipotesi piuttosto realistica considerando che in effetti si trasporta piuttosto facilmente.

Per quanto riguarda il nome, forse ci sarebbe troppo da dire: la Sicilia si divide in fazioni agguerrite sull’uso del nome al femminile o al maschile, pertanto ci limiteremo a dire che il termine richiama l’arancia e che inizialmente pare che fosse una pietanza dolce.

Con l’estrema diffusione del pomodoro, intorno al 1800, l’arancina cominciò a essere presentata anche nelle versioni salate. Ad oggi, la più diffusa è quella alla carne, fatta con il ragù, cui segue immediatamente quella al burro: le varianti originarie, quelle canoniche.

Con il tempo si sono uniti altri gusti: in tutta la Sicilia si possono trovare varianti agli spinaci, al salmone, ai funghi e alla salsiccia, e nel palermitano esiste anche una catena di negozi che ha fatto dell’arancina il suo prodotto di punta, declinandola in tutti i modi possibili e immaginabili. Non mancano nemmeno le arancine dolci, alla nutella e persino alla ricotta.

Le arancine si trovano facilmente in rosticceria e friggitoria e da diversi anni sono state esportate in molti paesi grazie all’impegno di tanti imprenditori siciliani che hanno fatto di questo piatto un vero e proprio vanto.

A Palermo le arancine vengono consumate in particolare il 13 dicembre, in onore di santa Lucia: si dice che nel Seicento approdò in Sicilia una nave piena di chicchi di grano non macinato, con cui nacquero le prime arancine. Per ricordare quel giorno ci si astiene dai prodotti a base di farina e si mangiano arancine di ogni tipo.