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La vediamo spesso sulle nostre tavole, ma probabilmente non tutti conosciamo la sua storia: la mafalda siciliana è un pane tipico dell’Isola.

Nello specifico è nata in territorio palermitano ed è realizzata con farina di grano duro e “cimino”, ovvero semi di sesamo. Volete saperne di più sulla sua storia? Bene, iniziamo!

Mafalda siciliana: origini e storia

Pare che questo pane particolare sia nato nell’Ottocento in quel di Palermo. A dargli vita, si dice, fu un maestro della panificazione, che però non gli diede nessun nome specifico.

Le prime mafalde vennero realizzate reinterpretando un’antica ricetta, probabilmente araba. Il risultato fu un tipo di pane profumato, dal sapore reso ancora più intenso dai semi di sesamo.

La ricetta si diffuse velocemente in tutta l’Isola e giunse a Catania dove, all’inizio del Novecento, un altro maestro della panificazione ebbe l’idea di dedicarlo alla principessa Mafalda di Savoia. Così il pane assunse definitivamente questo nome.

Mafalda siciliana: realizzazione 

La Mafalda ha una forma a S e ricorda un altro prodotto tipico siciliano, gli Occhi di Santa Lucia. Viene realizzata ancora oggi solo con lievito naturale e ha una crosta dorata, croccante, dal sapore inconfondibile.

Alla base di semola di grano duro si aggiungono sale, acqua e sesamo. Messi insieme sapientemente gli ingredienti, la forma viene lasciata a lievita. Infine, dopo aver riposato per un paio d’ore, si trasferisce all’interno del forno a legna.

Tutt’oggi nei panifici siciliani c’è sempre un angolo dedicato al forno al legna, dove le mafalde vengono cotte nella maniera più tradizionale, lasciandole a contatto con la pietra e facendole cuocere a una temperatura che si aggira intorno ai 300-320°.

Mafalda siciliana: usi comuni

A Palermo la Mafalda è il pane più utilizzato quando si tratta di street food: è uno dei tipi di pane che va per la maggiore con le panelle e le crocché.

In più, anche se molto più comunemente viene usata la vastedda, non è raro che venga proposto come alternativa dal meusaro per mangiare il pane con la milza.

La mafalda siciliana è inoltre usatissima per degustare l’olio nuovo: appena calda, con un pizzico di sale e pepe, restituisce tutti i sapori tipici del periodo della spremitura delle olive in Sicilia.