Oggi vogliamo raccontarvi la storia di una minestra molto speciale, che forse non tutti conoscono ma che ha un posto nel cuore specie nei siciliani un po’ più anziani: la minestra con le badduzze.

La minestra con le badduzze è un piatto antico, che risale addirittura a prima della guerra e che per un certo periodo di tempo è scomparso, per ricomparire in seguito. Ecco la sua storia.

Minestra con le badduzze: la storia

C’era una volta la Sicilia contadina, quella fatta di uomini e donne che lavoravano la terra e allevavano il bestiame. Una Sicilia rurale, fatta di piccole abitudini e di gioie quotidiane. La minestra con le badduzze nasce proprio in questo contesto.

Durante i giorni più freddi, quando a malapena si poteva uscire per dar da mangiare agli animali o per andare nei campi, le donne preparavano una minestra calda e rinforzante, pensata per rimettersi in piedi e darsi forza.

La minestra era una vera e propria pozione rivitalizzante: veniva fatta con il brodo di carne, con le uova e con le badduzze. Cosa sono? Le polpettine di carne! In sostanza veniva preso del macinato (per lo più di vitello) e impastato in polpettine.

Quest’ultimo veniva fatto bollire con alcuni ortaggi. Dopodiché il brodo si mescolava con un paio di uova crude e si aggiungeva del formaggio fresco e il tutto si mangiava con del pane duro, a mo’ di crostini.

Minestra di badduzze oggi

Con il tempo, al pane si sostituì la pastina (prevalentemente lingua di passero), che forniva persino più forze e carboidrati del pane. Ad un certo punto la ricetta sparì, perché soggiunsero le guerre: mancava la carne, mancava la pastina e si poteva a malapena fare il brodo.

La minestra di badduzze non si riusciva a cucinare più come prima, anche se rimaneva la voglia di cucinare brodi nutrienti e si continuarono a cuocere delle minestre simili, usando gli scarti e gli ortaggi che si trovavano.

Oggi la minestra di badduzze è cucinata poco, ma ci sono ancora dei nonni e delle nonne siciliane che portano avanti la tradizione. Noi vi consigliamo di provarla e di trasmetterla: è ottima specie nel periodo invernale. Ed è anche un meraviglioso ricostituente per chi ha l’influenza!