Oggi vogliamo parlarvi di una specialità siciliana che nasce, come spesso accade, dal desiderio di fare tanto con poco: si tratta dell’mpanata di giriteddi.

Si tratta di un piatto strepitosamente saporito che ha assunto un posto d’onore tra le specialità povere della Sicilia e che risale alle antiche abitudini contadine.

Mpanata di giriteddi: com’è nata

L’mpanata nient’altro è che una focaccia ripiena. E fin qui, direte voi, niente di originale. Tutt’altro: l’mpanata di giriteddi è unica nel suo genere perché deve essere cucinata tutta insieme, il che significa che anche la focaccia viene cucinata sul momento.

Quindi, niente passaggi dal panettiere: per tradizione l’mpanata si prepara tutta in cucina. Questo succedeva (e succede) per via dell’origine di questa particolare ricetta, che è tutta contadina.

In sostanza, nei contesti rurali più poveri, si tendeva a organizzarsi facendo tutto da sé. Nel caso della focaccia non era difficile: farina di semola, lievito di birra, olio, zucchero e sale erano facilmente reperibili.

Si trovavano in quasi tutte le cucine contadine e anche chi non le aveva poteva facilmente barattarle con altri ingredienti della campagna. Una volta fatta la focaccia, però, andava riempita.

C’era chi non aveva proprio il denaro per riempirla con ingredienti freschi o di alto livello, ma non si accontentava di condirla con olio e sale. Cosa fare, allora, se non ricorrere ai giriteddi?

Cosa sono? Ma i giri, di cui vi abbiamo già parlato. Come vi abbiamo spiegato nell’articolo a loro dedicato, i giri sono una verdura fondamentalmente povera, al punto che ai tempi di Roma si pensava che fosse cibo da plebei.

Giriteddi per la focaccia: quali?

Quali giriteddi si usavano per la focaccia? Chiaramente quelli spontanei, non d’allevamento. Gli uomini venivano mandati a cercare questa verdura che cresce rigogliosa soprattutto vicino agli agrumeti.

Una volta portati a casa, i giriteddi venivano lessati e conditi con un po’ d’olio. Dopodiché venivano tagliuzzati e preparati per farcire la focaccia, dopo una spolverata di sale e pepe.

Insieme ai giriteddi venivano posizionati anche dei pomodori secchi, di quelli che si trovavano in tutte le cucine più povere. Una volta farcita la focaccia veniva consumata così com’era o leggermente scaldata.