Le sarde sono un ingrediente praticamente onnipresente nella cucina siciliana, che si caratterizza per il suo privilegiare cibi all’apparenza poveri ma in realtà squisiti. Così non stupisce il fatto di trovarle ovunque: tra i primi, con la classica pasta con le sarde, tra gli antipasti, con le ottime sarde a beccafico e infine anche tra i secondi con le polpette di sarde.

Anche in questo caso stiamo parlando di un piatto popolare, di origini umilissime: se infatti gli uomini e le donne più abbienti si dilettavano a pranzare o a cenare con polpette di carne dai tagli finissimi, condite a più non posso, o di pesci pregiati, il popolo “imitava” le ricette con ingredienti meno proibitivi.

Tra questi, come abbiamo spesso detto, c’erano le sarde: i pescatori le catturavano in grandissime quantità durante la notte e si diceva che persino i contadini, abituati alla terra e non al mare, potessero riuscire a pescarle per quanto, alle volte, si avvicinavano alla riva.

Non fu difficile, allora, sia nelle borgate marinare che nell’entroterra, inventare delle polpette più economiche ma ugualmente buone, profumatissime e piene di quei sapori che, diciamolo, soltanto la sapienza di uomini e donne del popolo possono conferire.

Le sarde venivano deliscate e cotte fino a diventare morbidissime: a quel punto venivano messe in una ciotola e spezzettate con una forchetta, fino a formare un pastoso amalgama. Ancora oggi le sarde vengono cotte così e poi impastate con la mollica del pane.

A questi due ingredienti vengono unite le uova, il pecorino, l’uva passa e i pinoli, che vanno a completare l’impasto e a renderlo plasmabile.

Dopo aver preso forma, le polpette vengono fritte e potrebbero essere mangiate già così data la loro bontà. La tradizione vuole, però, che vengano servite con un sugo fatto da pomodoro, sale, pepe, foglie di menta, cipolla e un po’ d’olio.

L’accoppiata, neanche a dirlo, è vincente: i sapori del sugo completano quelli delle polpette restituendo nella loro completezza tutte le sfumature della cucina mediterranea, esplorando i gusti pieni della terra e del mare.

Oggi le polpette vengono preparate in più modi: in tanti ristoranti si usa il pangrattato e in molti altri si elimina il passaggio della frittura preferendo una cottura in umido. Il consiglio è quello di provare la ricetta base, che si sa, resta sempre un cult.